Ricominciarsi.

Il più grande spreco nel mondo è la differenza tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare.

Bentornate su questi schermi amiche, dopo dieci mesi di assenza, in cui non vi nego che ho più volte pensato di mollare e ricominciare altrove, torno a scrivere con l’entusiasmo di una bambina e la consapevolezza di una saggia signora.
Mi sono resa conto, in questi ultimi mesi, di quanto significhi Party Mamma per me.
Chi si aspetta di leggere tra queste righe una lunga polemica su come affido “colpe” ad altri per la cattiva gestione del marchio, proverà una grande delusione nello scoprire che io, in fondo, incolpo solo me stessa e nello specifico l’insicurezza, che mi ha fatto fare cose decisamente stupide.
Oggi voglio ripercorrere con voi un po’ di storia, perché è molto importante ricordare da dove veniamo per capire dove stiamo andando, ma soprattutto dove vogliamo arrivare!

Quando è nato mio figlio sono rimasta tagliata fuori dal mio lavoro, sempre per la poca fiducia in me stessa, temo.
Passavo le mie giornate in una casa grande quanto un corridoio, tra pappe, cambi di pannolino e pulizie inutili che duravano il tempo di un riposino, il suo.
La mia vita scorreva lenta e all’ingrasso, dentro ad un pigiama e una vestaglia che desiderava solo di essere smacchiata.
Un giorno scopro per caso la pasta di zucchero e la musica cambia improvvisamente, inizio a ritrovare l’entusiasmo e la voglia di creare qualcosa di mio.
L’amore per il cake design si converte rapidamente nella perdita del nostro piccolo tavolo da pranzo, su cui faccio esperimenti notturni tra una poppata e l’altra e di tre quarti della cucina, per cui io e mio marito ci ritroviamo a mangiare piadine sul divano per circa sei mesi.
Spendo quasi tutto quello che ho messo da parte per corsi e oggetti, anche abbastanza inutili, che utilizzo per allestire rudimentali sweet table nel giardino dei miei suoceri. Mando richieste a tutti i blog di cucina e giornali d’Italia, finché la più importante rivista del settore mi sceglie come tutor ed inizia a pubblicare i miei lavori ogni mese.
Lavoro tanto e gratis, ma la fatica viene sempre ampiamente ripagata dall’emozione di andare in edicola e ritrovarmi tra quelle pagine!
Poi arriva il Corriere della Sera, che mi sceglie come blogger per la rubrica on line di cucina. Un giorno, a casa di mio padre, mentre sono in bagno (ehm si, ma devo attenermi ai fatti) sfoglio Io Donna e mi ritrovo anche lì, con una mia torta in tutta pagina, su un articolo che parlava di Wedding Planning.
WOW.

Il 23 dicembre 2013, graziata dalla Profezia Maya, allestisco il Battesimo di Andrea ed ottengo, davanti ad amici e parenti, la mia personale rivincita verso quei mesi, diciamocelo, demmerda, in un delirante equilibrio tra stanchezza, fatica, ristrettezza economiche, felicità assoluta e depressione più nera.
Party Mamma nasce il giorno seguente, mentre con mia suocera cerco di trovare un nome che potesse colpire per aprire un mio blog di eventi  fai-da-te… Volevo qualcosa di vagamente francese, ma lei ad un certo punto mi dice: “Valeria, tu fai feste ma party suona meglio di fête. E io metterei anche qualcosa che abbia a che fare con la mamma!”. BOOM.

Quando abbiamo comunicato lo scioglimento della vecchia società, molte persone sono rimaste male e qualcuna ha tirato fuori il peggio di sé, purtroppo.
Ricordo che, in hotel a Milano, il giorno prima della festa di Chloe, una ragazza mi ha scritto “L’anima di Party Mamma non sei tu. Tu non vali niente”.
Mi sono sentita morire, giuro. Rabbia, mista a paura e delusione sono state una deflagrazione nello stomaco. Ma come? Io non sono percepita come “anima” di qualcosa che ho creato, che è costato tantissimo a me e mio marito? Io che viaggio sempre con il computer in valigia, che non ho mai orari fissi perché lavoro SEMPRE? Come può qualcuno giudicare da fuori così prepotentemente cose che non conosce? 
Sentivo di aver sbagliato tutto, di aver regalato tutto e, cosa ben più grave, di aver perso tutto.
Non mi stancherò mai di ringraziare le mie amiche Jennifer e Julia, che mi hanno sostenuta e risollevata a suon di risate e sono riuscite a tirare fuori il meglio di me.
Mi sono sentita a casa, come mai prima d’ora con qualcuno che non fosse la mia famiglia. GRAZIE RAGAZZE.

Oggi sto investendo tutto un’altra volta, ma adesso ricomincio da me. Non importa se non conservo scontrini, non guardo l’orologio o la notte mi alzo alle tre e mi metto a lavorare. Ricominciarsi è fondamentale nella vita.
Non punto ad ottenere facili guadagni né crescite fulminee, che durano giusto il tempo di un lampo.
Onestà, educazione ed impegno sono una mia prerogativa, sono le fondamenta di ciò che insegno ai miei bambini ogni giorno.
In questo mare di Fittea, Party Mamma sarò semplicemente io, quello che sono sempre stata, tra capellidemmerda, ritardi incalcolabili e tute di Primark, che probabilmente una quarantenne dovrebbe smettere di indossare, ma tant’è.

Bentornate ragazze, andiamo a scrivere una nuova storia insieme, noi che #nonsiamocomeleatre.
V.

 

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