Dimmi chi segui e ti dirò chi sei

di Valeria Mei Cagnoli

Stamattina mi sono svegliata con la voglia di condividere alcuni pensieri personali con voi, siamo abituate a ridere, a scherzare e soprattutto a festeggiare, ma c’è una vita dietro a queste pagine, la mia vita.
Ieri sera, bimbi a nanna con il papà, riesco ad appropriarmi del divano da sola, mi sparo l’ultimo episodio de “Il caso O.J.Simpson”, senza dover prendere tutto il tempo a calci mio marito che mi russa nelle orecchie.
Un sogno.
E infatti me sò svejata subbbito..

Alle 23, sul profilo Instagram di Party Mamma, ho subito un attacco hater, l’ennesimo.
Il mio non è un profilo fintamente wow, io mi vesto come una gattara perchè lavoro davvero e non ho certo il tempo di curare il mio outfit per andare in un magazzino dove fanno 40 gradi d’estate e 4 in inverno.
Quindi che vorranno mai da una come me queste scimmie da tastiera?

Il mio problema principale è che, da sempre, non so stare zitta e questa cosa da molto fastidio.

Le mie nuove amiche della buonanotte, si sono divise in due categorie.
La prima una “collega” senza figli ma tronfia di arroganza, che si è fatta rodere perché (a differenza sua), io i corsi di party planning non li faccio pagare e mi ha accusata di “non essere una professionista”, perplimendosi pubblicamente su cosa io potessi insegnare gratuitamente. Considerando che la signora in questione è passata dai mini club in bar e ristoranti di provincia a party influencer per autoproclamazione instagrammiana, diciamo pure che lascia il tempo che trova, ho risposto pubblicamente alla sua accusa biliosa e ho cestinato qualsiasi tentativo da parte di sua di contattarmi.
Non mi interessa proprio perdere tempo.

L’altro fronte di attacco è quello che ritengo più preoccupante e su cui vorrei concentrare l’attenzione, perché a tenderlo sono state delle mamme, ragazze e donne come me, che hanno messo a letto i loro bambini esattamente come ho fatto io, leggendo loro una storia e accarezzandoli con amore, per poi mettersi davanti a uno schermo a sputare veleno contro un’altra donna.

“Sei una stonza
“Lavori da schifo
“Cancelli i commenti schifosa
” xxx è una vera party planner tu non sei nessuno
Frustrata del cazzo devi sparire”
” Mi fa cagare il tuo sito”
“Sei un’arrogante, la tua vita fa schifo
“Sembri una gattara” (questo però me fa tanto ride, io amo le gattare!)

Ma voi lo sapete cosa si prova davvero a leggere queste cose?
Lo stomaco arriva dritto in gola, il cuore inizia a galopparti fuori dal petto, le mani tremano e la voce che vorresti urlare resta serrata nelle tonsille.
Ecco.

E poi ti chiedi perchè? Da chi arriva tutto questo? E scopri i loro profili di mamme, di creative, di “donne che amano le donne“, di “Je suis Charlie” e “donne unite contro il bodyshaming“.
Se lallero.

La verità è che sono semplici ragazze frustrate, che si innamorano di “personaggi” che vedono brillare sui social, che si mettono in bocca frasi e paroloni acchiappa-like, ma che nella vita vera sono solo delle morte di fama. In effetti se ci pensiamo è così, essere famosi un tempo era una cosa seria, dovevi farti il mazzo e dimostrare al mondo che avevi un talento, uno qualsiasi ma ce lo avevi.
Oggi no, oggi basta un buon I-phone, un sapiente uso dei filtri, una spiccata attitudine alla menzogna e voilà, sei famosa e hai pure i tuoi codici sconto.
E poi ti fai i Tic Toc, con la voce di quelli che vanno a litigare da Maria e daje a ride, sei una star!
Eh si, amiche mie, se solo tornasse di moda quella cosa scomparsa chiamata vergogna, oggi potremmo rivalutare chi negli anni novanta riusciva a scorreggiare con le ascelle. Oh, almeno quelli un talento lo avevano.

Tornando a noi e al titolo di questo articolo l’unico fil rouge che ho trovato negli attacchi di cui sono stata bersaglio la notte scorsa sono stati i follow, poiché tutte le mammine haterine hanno in comune gli stessi profili seguiti, ovvero quelli a cui ho risposto per le rime. Concludo dicendo che ci vorrebbe almeno un pochino di responsabilità in ciò che si fa se ci si vuol donare al pubblico. Non basta prendere per i fondelli le persone spacciandosi per chi non siamo. Io sono convinta (e lo dico da ex attrice) che le maschere non si possano indossare per sempre, prima o poi le persone ci vedranno per ciò che siamo realmente. E’ solo una questione di tempo.
Sono anche fiera della mia community e del nostro hashtag #noinonsiamocomelealtre con cui esorto sempre chi mi segue a non odiare mai chi odia me. Non voglio giorgianare con frasi fatte tipo “l’odio genera odio, l’amore genera amore e lallero genera lallero”, ma un pò di sana responsabilità ci vuole, da parte di tutti.

La buona notizia è che c’è ancora un debole spiraglio di quella cosa straordinaria chiamata democrazia ed è la libertà di scelta, che nell’era moderna si è inglobata in un tasto: unfollow.

Party hard amiche mie, ma con gentilezza.

Mamme ribelli, ai fornelli…

DI GIADA SUNDAS

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DISEGNO DA STAMPARE E COLORARE (FORMATO A4)

L’indefessa mamma ribelle resta coerente anche in piena pandemia e, nonostante i catastrofici tentativi, continua imperterrita a sfornare schifezze per sopperire alla frustrante reclusione.

La fauna (e anche la scarna flora) di casa mia è vittima da ormai un mese abbondante dei miei mal riusciti esperimenti culinari.
Da queste parti la reclusione si sta facendo più dura che mai, e le mie torte non lasciano spazio alla speranza!
Ecco, quindi, un template in perfetto stile mamma ribelle da far colorare alle povere vittime.

SCARICA IL DISEGNO IN PDF

Giada

 

COOKIEASY (Da fare con i bambini!!)

DI ZIA AVA

Una ricettina facile facile.
Senza bisogno di attrezzature particolari, se non le vispe mani dei bimbi, e con ingredienti che troviamo tutti comodamente in dispensa.

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Radunate i bambini e aiutateli a versare in una ciotola:

180 gr di farina, mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio, un pizzico di sale,
120 gr di zucchero e 100 gr di gocce di cioccolato

Mescolare tutti gli ingredienti.

Aggiungere alle polveri 1 uovo a temperatura ambiente e mescolare con le mani “Mamma ma appiccica” sarà la frase che sentirete più spesso in questa fase!

In una ciotolina mettere 80gr di burro e fonderlo al microonde.

Unirlo agli altri ingredienti mescolandolo sempre con le mani.

Formare una palla con l’impasto, coprirlo con la pellicola trasparente e metterlo in frigo.

Accendere il forno in modalità statica a 180 gradi e foderate una teglia con la carta forno.

Una volta che il forno sarà a temperatura togliere l’impasto dal frigo, suddividerlo in 10-15 parti più o meno uguali.

Far formare ai bimbi delle palline di impasto (senza maneggiarle troppo). Appoggiarle sulla teglia e premerle LEGGERMENTE con il palmo delle mani.

È molto importante non appiattirle troppo altrimenti i biscotti diventerebbero troppo larghi e sottili.

Decorare le palline con gli Smarties o, se non ne avete e il coronavirus impedisce di uscire a comprarli, con altre gocce di cioccolato.

Poggiandole solamente sulla superficie del biscotto, senza premerle.

Fate attenzione che i bimbi dispongano le palline distanziate tra di loro almeno 5-6 cm perché in cottura si spatascieranno un bel po. Piuttosto, se avete tante palline, fate due teglie.

Infornate nel ripiano centrale del forno per 15 minuti o finché non vedrete i bordi belli dorati.

Mi raccomando! Lasciateli raffreddare completamente nella teglia prima di spostarli altrimenti si sbricioleranno.

I consigli della Zia Ava:

  • Non avete le gocce di cioccolato? Tritate col coltello la stessa quantità di cioccolato fondente.
  • Non avete gli smarties? Potete utilizzare noci, nocciole, mandorle, pinoli o qualsiasi frutta secca.
  • Allergici alla uova? Sostituite l’uovo con mezza banana schiacciata e procedete allo stesso modo.
  • Conservate i cookies in una scatola di latta.

UN LIBRO PER TE, PAPA’!

di Valeria Mei Cagnoli MOCKUP-LIBRO

Il periodo non è dei più felici e la nostra fortunata generazione di certo non ha mai vissuto un momento così duro. Ribadisco anche qui ciò che ho già scritto sui social e cioè che bisogna restare a casa ed attenerci scrupolosamente alle direttive del nostro governo, solo così potremo aiutare i medici e proteggere le categorie più fragili.

Noi mamme sappiamo bene quale supplizio sia restare a casa con i bambini, farli studiare, giocare e rilassare seppur confinati tra le mura domestiche e per questo mi impegnerò, insieme alle mie nuove compagne di avventura, nel darvi idee e giochini scaricabili per poter sopravvivere quantomeno fino ad aprile.
I tutorial per il Mojito e Margaritas sono quasi pronti. 😉

PAGINA-2-FRONTE

Intanto eccovi qui un piccolo libricino da stampare e personalizzare, che sperò vi possa far passare qualche minuto di allegria insieme ai bambini, che così avranno un “lavoretto” per il loro papà.

PAGINA-2-RETRO

Cliccate sui link qui di seguito per scaricare le pagine. Se possibile, stampate la copertina su cartoncino da 200 grammi e il testo su carta semplice.

COPERTINA

COPERTINA BACK

TESTO FRONT

TESTO BACK

Vi abbraccio tutte virtualmente (e ad un metro di distanza), sperando che presto la vita possa tornare alla meravigliosa quotidianità delle nostre sfuriate mattutine per tirar giù i figli dal letto, dei mirabolanti incastri per far combaciare il nostro lavoro con i loro appuntamenti sportivi e mondani, tra feste ai gonfiabili e cene di classe, sempre di corsa ma perenne ritardo.
E si, alla fine di tutto questo impareremo ad amare di più il nostro ufficio.

Vale

 

Guarda come ti riciclo la bomboniera!

BOMBONIERA ROSA 1Eccomi qua, con un secondo post dedicato agli eventi in famiglia. Questa volta si tratta del Battesimo della nana, ovvero mia figlia Aurora, ma non la festa ufficiale con tutti i parenti, bensì (per la serie #machimelofafare) una seconda festa per i nostri amici. Desideravo regalare una bomboniera a ciascuno di loro, ma non mi andava di metterli a disagio dato che non li avevo avvisati del Battesimo. Ho deciso quindi di giocare d’anticipo e riciclare un pensierino apprezzato ma che non si sarebbe rivelato troppo impegnativo.

Un mese prima dell’evento ho iniziato a raccogliere i vasetti vuoti di omogeneizzato che mi sono serviti da contenitore. E’ stato sufficiente aggiungere un po’ di stoffa, del nastro di juta e qualche confetto per ottenere questi vasetti davvero carini.

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Se i vasetti vi piacciono e volete farne di simili ecco di cosa avrete bisogno:

Tutorial
Vasetto, filo di juta, tessuto in cotone, confetti, forbici zigzagate. Mettere i confetti nel vasetto pulito, posizionare i pezzetto di stoffa (precedentemente ritagliato) e chiuderlo con il filo di juta.